'Il giocatore occulto'

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Rogorn
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'Il giocatore occulto'

Mensaje por Rogorn » Jue Oct 28, 2010 6:20 pm

Veo que puede haber varias cosas sobre la versión italiana de 'El asedio', que se llamará 'Il giocatore occulto', así que las pondremos todas por aquí. De momento, la página web. La portada del libro está en la galería de imágenes.

http://www.ilgiocatoreocculto.it/

Arturo lo presenta en la librería Feltrinelli de Milán hoy jueves a las seis de la tarde.
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Mensaje por Rogorn » Jue Oct 28, 2010 6:21 pm

Pérez-Reverte: la donna eroina letteraria del XXI secolo
APCOM - 27/10/2010

Milano, 27 ott. (Apcom) - Un romanzo "falsamente storico" che unisce più generi, ambientato nella Cadice assediata dai francesi nel 1811 che celebra le avventure di Lolita Palma, memorabile eroina letteraria che si muove, lavora e ama all'ombra del nemico e di un misterioso assassino. "Il giocatore occulto" è il nuovo romanzo dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte, che esce in questi giorni in Italia per i tipi di Tropea. Popolarissimo per le avventure del Capitano Alatriste, Pérez-Reverte ha spiegato così ad Apcom la scelta di una protagonista femminile. "Credo - ha detto lo scrittore - che la donna sia l'unico eroe moderno interessante in letteratura, è il personaggio che offre più possibilità narrative, sarà la grande protagonista letteraria del XXI secolo. E' nuova, moderna. L'uomo era già stato descritto per intero da Omero, le donne invece riservano ancora sorprese e molti territori inesplorati". Secondo il romanziere ed ex corrispondente di guerra di Cartegena, "le donne sono interessanti per i loro silenzi. Quello che mi colpisce è la profonda lucidità che tanti secoli di silenzio
hanno prodotto in loro. La donna è molto più lucida degli uomini". Pérez-Reverte, poi ha voluto presentare il suo libro - che in originale si intitola "El asedio" - al pubblico italiano. "E' un romanzo ambizioso, un romanzo fatto di romanzi, che unisce i diversi generi. E' una specie di grande esperimento - ha aggiunto lo scrittore -, un progetto vasto e complesso, nel quale mi sono impegnato moltissimo e che mi ha richiesto due anni di lavoro".

Arturo Pérez-Reverte ha parlato anche della storia applicata alla letteratura: "I miei romanzi - ha spiegato - sono falsamente storici. Le ricostruzioni sono molto rigorose, ma io non sto parlando di storia, io la uso come pretesto per parlare degli uomini di oggi, del XXI secolo, del loro mondo. La storia mi fornisce una prospettiva, ma in fondo i romanzi che scrivo sono sempre la storia dell'uomo che si è perduto in un territorio nemico, pericoloso e ostile". "Io - ha aggiunto Pérez-Reverte riferendosi alla sua esperienza di giornalista al fronte - ho avuto lo sfortunato privilegio di vivere una vita con molta azione. Questi ricordi mi sono utili per scrivere, il mio lavoro nasce in parte dalla creatività letteraria e in parte dai miei ricordi".

Autore di numerosi romanzi voluminosi, che hanno avuto grande successo di pubblico, Pérez-Reverte non crede che Internet e i serial televisivi - da molti critici americani indicate come i veri rivali del romanzo - possano realmente mettere in pericolo il genere inventato dal "Don Chisciotte". "Leggere - ci ha spiegato - non ha niente a che fare con Internet, che per altri aspetti è uno strumento potente e indispensabile. Ma il romanzo richiede una relazione intima, fisica tra il lettore e il testo. E anche la carta è un elemento importante, il libro come oggetto".

La letteratura in lingua spagnola sta vivendo da qualche anno un momento di grande splendore, con autori che conoscono una vera fortuna postuma come il cileno Roberto Bolaño o grandi innovatori del genere romanzesco come Javier Cercas, Enrique Vila-Matas o Javier Marias. Per Pérez-Reverte però il discorso è più ampio: "E' un momento particolarmente buono - ci ha detto - perché si è prodotto un fenomeno importante: prima la sola letteratura che godeva di prestigio era quella 'noiosa' e la narrativa era mal vista. Oggi le cose sono cambiate e in spagnolo si scrive di tutto con identico prestigio e qualità agli occhi del lettore". Il romanziere, poi, sfodera una frase a effetto, che però fa luce sul suo modo di concepire la letteratura: "Per il lettore Agatha Christie è importante quanto Dostoevskij". Evidentemente all'ex inviato di guerra non manca il coraggio.

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Mensaje por Rogorn » Jue Oct 28, 2010 6:29 pm

Vídeo
http://www.dailymotion.com/video/xfexzi_news
(Sí, al locutog le patina la egge. O igual es su acento.)

Un romanzo che unisce più generi letterari ambientato nella Cadice assediata dai francesi nel 1811 che celebra le avventure di Lolita Palma, memorabile eroina letteraria che si muove, lavora e ama all'ombra del nemico e di un misterioso assassino. "Il giocatore occulto" E' il nuovo romanzo dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte, edito in Italia da Tropea. Popolarissimo per le avventure del Capitano Alatriste, Pérez-Reverte ha spiegato cosí ad Apcom la scelta di una protagonista femminile."Credo - ha detto lo scrittore - che la donna sia l'unico eroe moderno interessante in letteratura, E' il personaggio che offre più possibilitá narrative, sará la grande protagonista letteraria del XXI secolo. E' nuova, moderna. L'uomo era già stato descritto da Omero, per le donne ci sono invece molti territori ancora inesplorati".Pérez-Reverte, poi ha voluto presentare il suo libro - che in originale si intitola "El asedio" - al pubblico italiano."E' un romanzo ambizioso, un romanzo fatto di romanzi, che unisce i diversi generi. E' una specie di grande esperimento - ha aggiunto lo scrittore - nel quale mi sono impegnato moltissimo e che mi ha richiesto due anni di lavoro".

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Mensaje por Rogorn » Jue Oct 28, 2010 6:39 pm

Reseña de Elisabetta Rosaspina (me encanta el nombre), del Corriere della Sera - 20/10/2010

Ho trovato la mia Lolita
L' autore abbandona eroi e corsari. E pesca nei ricordi d' infanzia

MADRID - Scacco all' eroe. Scacco al super uomo, triste, solitario y final. Scacco al seduttore, cinico e baro. Scacco a corsari, avventurieri, spadaccini. È arrivata Lolita nel mondo di Arturo Pérez-Reverte. La zia zitella dei suoi ricordi d' infanzia a Cartagena. Non particolarmente bella, né spregiudicata come la narcotrafficante Teresa Mendoza di Regina del sud, né misteriosa come Tanger, la cacciatrice di tesori sommersi della Carta sferica. Lolita Palma è una ottocentesca, ragionevole e giovane donna d' affari a Cadice, la città più liberale d' Europa, sotto l' assedio francese di due secoli fa. E rappresenta forse anche un punto di svolta nel percorso narrativo del suo autore, che accantona momentaneamente il Capitano Alatriste e i suoi fratelli, per osservare il mondo, la storia, la guerra, gli uomini e, soprattutto, il mare, con occhi femminili. Il che non significa romantici o irrimediabilmente sentimentali. «Ho 59 anni, da 25 scrivo romanzi. E adesso ho voluto fare un esperimento: il romanzo di tutti i miei romanzi. Non un romanzo totale, termine pedante, ma un libro in cui entrassero tanti generi: il thriller, l' avventura, la storia, l' amore, il mare, la scienza. Dove riecheggiassero, insomma, i miei libri precedenti, con tutti i miei trucchi e le mie esperienze» anticipa Pérez-Reverte. Il risultato ha un titolo, «L' Assedio» e già un posto in cima alle classifiche delle vendite nelle librerie spagnole. Mentre per l' edizione italiana, che uscirà fra otto giorni dall' editore Marco Tropea, è stato privilegiato nella scelta del titolo il cuore «giallo» della storia: la macabra partita di un assassino seriale di ragazze nella città bombardata. La perversa sfida de Il giocatore occulto attraversa, senza logica apparente, una Cadice che lotta per l' indipendenza, assediata dai francesi: «Ho scoperto da corrispondente di guerra il cambiamento delle città quando sono sottoposte a pressioni esterne. Le atmosfere che si creano e gli ambienti diventano molto interessanti - ricorda Pérez-Reverte - . Luoghi falsamente sicuri e confortevoli, che si possono espugnare con un cavallo di legno. Ho conosciuto città sotto assedio: Beirut, Nicosia, Sarajevo e ho visto come si modifica il comportamento delle persone, ho studiato la geometria del caos». Ma non ne è scaturito un romanzo storico: «La Storia mi serve da sfondo: la Spagna dominata dai francesi è in questo caso lo scenario che ho scelto per ambientare le vicende di una borghesia che muore, di un mondo gattopardesco che si consuma lentamente. Cadice, nel 1810, era ancora quello che sarebbe potuta diventare tutta la Spagna, se non avesse perso il treno della Storia: colta, progressista, libera dall' egemonia di re, preti e ministri. Una borghesia che commerciava, leggeva, studiava, conosceva varie lingue, viaggiava». L' eroe borghese, in questo caso, si chiama Lolita Palma, ed è una giovane donna cui il «padre aveva fatto studiare l' aritmetica, il cambio internazionale, la conversione di pesi, misure e monete straniere, e la contabilità e la partita doppia del commercio. Inoltre, parla, legge e scrive in inglese, e se la cava in francese. Dicono che sappia qualcosa persino di botanica, la piccina. Di piante, fiori e via dicendo». Ma, povera lei, ha già passato i trent' anni: «Peccato che sia rimasta zitella», è il vendicativo, liberatorio sollievo degli affettuosi pettegoli, distanziati nell' emancipazione. «Conosco quel mondo di chiacchiere - sorride lo scrittore -, è la storia della mia famiglia, nella borghesia di Cartagena. Il destino della zia nubile, di cui si parla la sera, in casa, bevendo il caffè». Finché non arriva un pronipote, Arturo Pérez-Reverte, a riscattarla e a riscriverne le sorti. La rivincita di una femminista in crinolina? «Per carità. Detesto gli anacronismi: una femminista a quel tempo, no. Mi sono sempre burlato del femminismo talebano - allude alle sue polemiche con Bibiana Aido, la ministra dell' Uguaglianza nel governo Zapatero -. Nubile e orfana di padre, Lolita Palma è una donna che si trova a dover farsi carico dell' eredità familiare. È una donna che lotta in un mondo di uomini, e capisce che deve giocare con regole maschili. Ma le donne vere non sono uomini travestiti». E infatti Lolita non perde il secolare vizio femminile di innamorarsi di un bel tenebroso: «Pepe Lobo è un seduttore; nella Spagna di oggi sarebbe un torero, un Cayetano Rivera» cerca paragoni con l' attualità l' autore. Nella fattispecie è un corsaro che, a differenza di quanto accade in altri romanzi di Pérez-Reverte, cede il timone dell' intreccio alla sua coprotagonista: è lei a condurre la partita. «Non è una novità - osserva lo scrittore -. Da sempre l' iniziativa corrisponde alle donne, sono loro a scegliere e a elaborare una relazione. L' uomo pone il territorio, ma chi lo arreda è lei. Però è vero che, dal punto di vista narrativo, l' eroe maschile è già troppo sfruttato. Si può solamente ripetere, combinando elementi già noti. L' eroe maschile, come il capitano Alatriste, può essere solo un eroe stanco. Di lui già sappiamo che cosa gli accadrà dopo la battaglia. La donna invece ha appena un secolo di esistenza letteraria: è lei adesso il personaggio più moderno e potente. È suo anche il giudizio più lucido». Racconta Pérez-Reverte che fu, ancora una volta, sua figlia Carlotta, oggi archeologa a Pompei, a illuminarlo sull' universo femminile: «Ad appena 7 anni, un giorno, mi riprese per qualcosa: però, papà!, disse con un tono di superiorità morale. Già sapeva che gli uomini sono creature disprezzabili. Da proteggere, perfino. Compresi che lo sguardo di una donna è diverso da quello dell' uomo e, da allora, mi sforzo di capire il mistero di quell' occhiata». Probabilmente una scrittrice avrebbe suggerito un finale diverso a Lolita, nelle cui vene scorre inevitabilmente il sangue di Falques, Il pittore di battaglie: «In quel romanzo c' è tutta la mia visione, cruda e pessimista, della vita. Ho raccontato come vedo il mondo e adesso non posso più rettificare. I miei personaggi successivi si muovono alla luce di quello che stabilì il pittore di battaglie. Mi impedisce di scrivere altro. Perché quando scrivo io mi limito a ricordare». Non può inventare, come il suo grande amico Javier Marías: «Un romanziere puro. Un grande amico. Da bambini leggevamo gli stessi libri: con una differenza, quelle storie lui voleva scriverle, e io viverle». RIPRODUZIONE RISERVATA **** La città Cadice nel 1810 era colta, libera dalla egemonia di re, preti e ministri, progressista **** Senza il «capitano» Il nuovo romanzo di Arturo Pérez-Reverte, «Il giocatore occulto», è in uscita da Marco Tropea editore (pp. 640, 20). Lo scrittore abbandona per ora il capitano Alatriste, protagonista di tante avventure tra cui «L' oro del re», «Il cavaliere dal farsetto giallo», «Corsari di Levante» **** L' amicizia Io e Marías da bambini abbiamo letto storie uguali. Lui voleva scriverle, io viverle

--

y de Paola Jacobbi, de Vanity Fair
http://www.marcotropeaeditore.it/DOCUME ... NI/172.pdf
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Mensaje por Rogorn » Jue Oct 28, 2010 6:54 pm

Hasta en Italia le han mentado a Moratinos:

Perez Reverte e il machismo ai tempi del web
Entrevista con Alessandra Muggia - Corriere della Sera - Milan - 28/10/2010

"Piangete pure, sì. Piangete da donna quello che non avete saputo difendere da uomo", dice il professor Barrull dopo aver battuto a scacchi il commissario Tizón in "Il giocatore occulto" (Tropea), ultimo parto di Arturo Pérez-Reverte. Lo scrittore andaluso è a Milano per presentare il romanzo che, in testa alle classifiche spagnole (400 mila copie in due mesi), arriva oggi in Italia (l'incontro con i lettori alla Feltrinelli di piazza Piemonte alle 18).
Fresca star di Twitter per aver definito sul social network "una merda" l'ormai ex ministro Moratinos in lacrime al momento dell'addio ("non ha avuto gli attributi neanche per andarsene"), il romanziere è stato accusato di machismo e preso in giro con tanto di spassosi perezrevertefacts. Un paradosso per un creatore di figure femminili forti, come Teresa Mendoza in "Regina del sud".

-Ma lei pronuncerebbe la frase del professor Barrull?
-Barrull recita a memoria una frase storica del 1498: si narra che quando l’ultimo sultano di Granada, Boabdil, uscì dalla sua città sconfitto dagli spagnoli, sua madre pronunciò quella frase.

-La sua uscita su Twitter sulle lacrime di Moratinos hanno generato duemila risposte in meno di un’ora. Una reazione di massa che raramente la cultura riesce a provocare.
-Twitter è molto interessante, per questo sono presente. Ma io resto uno scrittore di romanzi. Per età e formazione la Rete è per me un complemento, un aiuto, un appoggio, non un obiettivo. Lo vedo come una cosa utile, molto efficace, potente, immediata, ma anche molto pericolosa. Le sembra che abbia scritto un romanzo machista?

-Nonostante il titolo italiano sia “Il giocatore occulto", l'eroe del romanzo è donna: Lolita Palma, donna d’affari in una Cadice d'inizio '800, città assediata dai francesi e alle prese con omicidi seriali di donne.
-Lolita è l'emblema di una borghesia colta, progressista, libera dall' egemonia di re, preti e ministri. Una borghesia che commerciava, leggeva, studiava, conosceva varie lingue, viaggiava. Lolita è una che lotta in un mondo di uomini, un soldato che combatte in territorio nemico. L'altro protagonista è un politico corrotto, amorale e la mia sfida è che il lettore adotti anche il suo punto di vista, che ognuno riconosca di poter diventare un corruttore. Perché l'orrore è dentro di noi.

-Storia d'amore, poliziesca, d'avventura, ma anche romanzo storico in cui il vecchio mondo sta scomparendo ma il nuovo non si riesce a imporre: è la storia di un’occasione mancata, di una promessa non mantenuta.
-E' la stessa storia dell'Italia, dal Risorgimento a oggi. C’è lo stesso ambiente gattopardesco, crepuscolare, della fine di un’epoca, di tradimento di una speranza: si è ripetuto più volte in italia che in Spagna. Siamo fratelli di sciagure, italiani e spagnoli. Nel concilio di Trento ci siamo sbagliati su Dio. L’Europa moderna e progressista puntava su un Dio moderno, industrioso, nordico, come quello inglese, olandese, tedesco, mentre Spagna, Italia e Portogallo puntarono a un Dio triste, oscuro, reazionario, che si opponeva al progresso e alla libertà. Ancora oggi stiamo pagando l’errore commesso al concilio di Trento. Per questo quando vengo in Italia mi sento a casa, abbiamo avuto le stesse disgrazie, la stessa classe politica, la stessa incultura, e la stessa lotta disperata degli illuminati per andare oltre. Gli italiani come gli spagnoli si vedono come dei buoni vassalli che non hanno mai avuto un buon signore".

-Ma l'errore non sta nel considerarsi vassalli?
-La grande disgrazia è che pensiamo sempre a quello che avremmo potuto essere se solo avessimo avuto dei buoni governanti. Il punto è la mancanza di cultura. Né alla chiesa né ai potenti è mai interessato che il popolo fosse colto. La cultura porta contestazione, idee, lotta. Per questo siamo storicamente incolti. Il problema è che prima eravamo incolti per necessità, ora perché lo vogliamo. Con istruzine obbligatoria, tv, libri e internet, non ci sono scuse: si resta incolti perché lo si vuole. Oggi non ci sono sudditi innocenti, soltanto i bambini sono innocenti. Ora siamo complici e abbiamo i politici che ci meritiamo.

-Lei accomuna la Spagna di Zapatero all’Italia di Berlusconi.
-Non si tratta di Zapatero, ma di una situazione generale in Europa. La vecchia Europa dei valori, dei diritti, della libertà, della cultura, l’Europa riferimento culturale del mondo è asfissiata da una casta politica che sta a Bruxelles, i nuovi padroni stanno riducento il mondo al loro basso livello intellettuale, a una visione meschina. E siamo rassegnati. L’Europa della rivoluzione francese, dei filosofi, del risorgimento, del ’68, quella del secondo dopoguerra, avrebbe potuto essere diversa. La storia dell’Europa è la storia di un eterno Gattopardo dove, come diceva un suo personaggio, 'bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla'. Siamo un’Europa di stronzi".

-La cultura che ruolo può avere?
-Libri, quadri e musei non risolvono il problema ma aiutano a sopportare il dolore. Io mi consolo con Standhal, Balzac, Dostoevskij. La biblioteca è una farmacia. Nella mia ci sono 30 mila volumi, ordinati per materia e genere: storia, narrativa moderna, classici, mare…

-Quanti ne ha consultati per scrivere il Giocatore occulto?
-Ho comprato e letto decine di testi e ripreso in mano un centinaio di classici. La biblioteca è il riflesso della mia vita. Ogni fase corrisponde a una parte di biblioteca. E io viaggio da una parte all'altra, prendo in mano vecchi libri... la mia è una biblioteca viva, non un'espozione di testi che non si toccano mai.

-Scaffali e carta sembrano oggetti in via d’estinzione con l'arrivo dei libri digitali.
-I libri elettronici sono per me un danno collaterale. Vanno bene per il lavoro, lo studio, ma il lettore di romanzi è diverso: vuole avere un rapporto fisico con le pagine, avere il piacere di toccarle e annotarle. Credo che il romanzo sarà toccato per ultimo da questa trasformazione. Io in ogni caso non mi preoccupo del supporto ma del contenuto.

-Come le è venuta l’ispirazione per il suo ultimo romanzo?
-Dai miei ricordi di studente di liceo quando traducevo dal greco l’Iliade e l’Eneide e dal mio passato di reporter di guerra in città sotto assedio come Sarajevo, Beirut, Nicosia. Da questa doppia esperienza si è formato un sentimento di città come luogo falsamente sicuro. C'e' una geometria dell'orrore al di sotto della planimetria delle citta'.

-C’è molto mare e molta vela tra le pagine: scrive anche quando va in barca?
-No, non sono un velista della domenica, quando vado per mare sto via per settimane intere e portare una barca richiede impegno.

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Birdy_Edwards
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Mensaje por Birdy_Edwards » Vie Oct 29, 2010 2:08 pm

Cuenta información , gracias!,!
Duermo entre libros, sueño despierto

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Rogorn
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Mensaje por Rogorn » Vie Oct 29, 2010 2:56 pm

Pérez-Reverte: «Vargas Llosa? Un gentiluomo»
Alessandro Beretta - Corriere della Sera - 28/10/2010

Cadice, 1811: gli spagnoli combattono contro Napoleone. È qui che si svolgono le vicende di Lolita Palma, eroina de «Il giocatore occulto» (Tropea), ultimo romanzo dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte, oggi alle ore 18.30 alla Feltrinelli di piazza Piemonte con Victor Andresco e Bruno Arpaia. «Ho scritto libri di diverso genere», racconta Pérez-Reverte, 59 anni, «ma qui ho voluto unirli tutti: il giallo, il poliziesco, il feuilleton e la storia romantica. È stata una sfida lunga due anni, ma sono molto contento».

Intanto, l' autore, ex-inviato di guerra, ha scatenato polemiche commentando fatti politici su Twitter. «Il mezzo mi costringe a essere sintetico su idee complesse e mi serve per rispondere alle curiosità di tanti lettori che mi scrivono e a cui non ho il tempo materiale di rispondere». Lei ha curato con Mario Vargas Llosa dei libri per bambini, è contento del Nobel al suo amico? «Sì, e i motivi sono tanti, tra questi: è un gentiluomo incredibilmente curioso ed è un premio a una lingua parlata da 450 milioni di persone».

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Rogorn
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Mensaje por Rogorn » Sab Oct 30, 2010 1:02 pm

Arturo cenando a solas con una italiana.

http://www.booksweb.tv/content/show/ContentId/2453

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quemeplace
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Mensaje por quemeplace » Sab Oct 30, 2010 9:57 pm

Mi piace, mi piace... Gracias, Ro.

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Ada
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Mensaje por Ada » Lun Jun 04, 2012 10:32 am

La italiana es Alessandra Casella, actriz, escritora y periodista italiana


Pérez-Reverte accantona Alatriste: "Metto il gioco nelle mani di una donna"
Mario de Santis - repubblica.it - 06/11/2010

Intervista allo scrittore che in 'Il giocatore occulto' fa una summa della sua narrativa ma senza il celebre capitano. Con un personaggio femminile moderno ed emancipato che si muove nella Spagna dei primi Ottocento. "Combatte in un mondo di uomini e gioca con le loro regole. Ma è sempre lei a condurre la partita"

Arturo Pérez-Reverte all'ennesima potenza. Questo è 'Il giocatore occulto' (Tropea), il nuovo romanzo dello scrittore spagnolo che alla soglia dei sessant'anni ha all'attivo più di venti titoli e un successo internazionale da milioni di copie. Inviato di guerra tra il 1973 e il 1994, ha abbandonato il giornalismo per la letteratura. Si è dedicato al giallo ma pure alle avventure militari, di corsari o di cappa e spada, come la saga del Capitano Alatriste, dalla quale è stato tratto un film, 'Il destino di un guerriero', interpretato da Viggo Mortensen.

Romanzi che oscillano tra storia, avventura, vita militare, amori passionali e thriller. In 'Il giocatore occulto' c'è tutto questo e soprattutto uno straordinario personaggio femminile, Lolita Palma, emblema della una borghesia emancipata spagnola che portò alla Costituzione liberale del 1812. Il romanzo, ambientato l'anno prima in una Cadice assediata dai francesi, gira intorno a una serie di omicidi di ragazze. Là dove vengono trovati i cadaveri cadono poi, misteriosamente, i colpi dei cannoni napoleonici. Le indagini sono affidate al corrottissimo e implacabile commissario Tizòn.

-Perez-Reverte, lei è stato a lungo un inviato di guerra ma per le sue storie preferisce il passato e non i temi più vicini alla storia recente.
-In realtà scrivo sempre in base alle mie esperienze, parlo di cose che ho realmente vissuto. Ci sono quelli che scrivono con l'immaginazione, io scrivo con i ricordi ma li avvolgo in uno schermo storico protettivo che mi permette di prendere le distanze e guardare da fuori. Non mi piace la scrittura dell''io' in cui ogni capitolo inizia con un "io ho visto, mi è successo...". Quando scrivo di un personaggio che ruba denti d'oro dai cadaveri in un contesto di guerra ottocentesco in realtà racconto cose che ho visto in Ciad o altrove. Non sempre è un bene scorgere l'autore dietro alla narrazione. La scelta di ambientare Il giocatore occulto a Cadice, sotto le bombe francesi, è dovuta al fatto che conosco quel tipo di situazione e come può incidere sulla vita delle persone. L'idea di una città che tutti considerano un rifugio e invece può trasformarsi in una trappola mortale nasce dai miei ricordi personali di inviato a Nicosia, Beirut o Sarajevo.

-La Storia rivela sempre il presente?
-I miei romanzi sono "falsamente storici", è un pretesto narrativo per parlare del cuore umano che nei secoli non è molto cambiato. Siamo quel che siamo perché siamo stati quel che siamo stati. Oggi i lettori sono orfani culturali, non hanno memoria del passato. Con i miei libri vorrei aiutarli a comprendere passato e presente. Prenda il vostro paese: non si capisce il fenomeno Berlusconi se non si ricorda la storia del fascismo. E' una chiave per interpretare il presente, ce n'è molto bisogno.

-A cosa si deve la scelta di ambientare Il giocatore occulto nella Spagna del 1811?
-Per il mio paese fu la fine di un'epoca, di una borghesia imprenditrice molto colta che si era arricchita con le Americhe. E' un periodo in cui si contrappongono spinte rivoluzionarie liberali e restauratrici. Mi interessava il dramma della borghesia che sente cedere il terreno sotto i piedi e di lì a breve vedrà svanire il suo periodo d'oro con il ritorno alla monarchia e la cancellazione dei diritti costituzionali.

-Lei tratteggia un personaggio, il commissario Tizòn, violento e corrotto. Un modo per dire che nella narrazione come nella vita non è sempre vero che il bene trionfa sul male?
-C'è un vecchio proverbio secondo il quale un orso afgano deve essere cacciato da un cane afgano. Mi è capitato spesso di constatare che un delinquente, un assassino, è più facilmente perseguibile da qualcuno che abbia le stesse caratteristiche perché ne conosce i meccanismi psicologici. Era una sfida che mi ponevo come scrittore perché gli eroi esemplari, belli e puri, sono piuttosto noiosi. Volevo che il lettore finisse per vedere il mondo con i suoi occhi, non per approvarlo ma per dimostrare che, date certe circostanze, anche il lettore potrebbe finire per comportarsi come lui.

-A Tizòn si contrappone il personaggio positivo e moderno di Lolita, donna colta, molto emancipata per l'epoca.
-Non si può definire femminista perché per quei tempi sarebbe assurdo ma certo è un personaggio reale e credibile e coerente con l'ambiente dell'epoca: studia, ha viaggiato, conosce le lingue, sa fare di conto, si fa carico della ditta di famiglia quando i suoi vengono a mancare. Non è inventata, anzi, era facile trovare donne così e l'ho creata intorno a memorie, lettere e scritti delle donne dell'epoca. Com'erano anche quelle della mia famiglia. E' una donna che vive e combatte in un mondo di uomini. Gioca con le loro regole. Ma resta una donna. E, per questo, conduce la partita.

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-c ... ef=HREC2-6

Traducción:

Arturo Pérez-Reverte deja de lado a Alatriste
“Dejo el juego en manos de una mujer”Entrevista al escritor que en “El asedio” resume su narrativa (a excepción del Capitán Alatriste) con un personaje femenino moderno y liberal que se mueve en la España de los primeros años del siglo XIX. Combate en un mundo de hombres y lucha según sus reglas. Pero siempre es ella quien manda en la partida.

Arturo Pérez-Reverte a la enésima potencia. Esto es “El asedio”, nueva novela del escritor español que en el umbral de cumplir los 60 tiene en nómina más de 20 títulos y un éxito internacional de millones de ejemplares vendidos. Enviado de guerra entre 1973 y 1994, abandonó el periodismo por la literatura. Se ha dedicado al giallo, y también a las novelas de aventura militar, de corsarios y de capa y espada, como la saga de Alatriste, sobre la que se ha rodado una película, protagonizada por Viggo Mortensen.
Novelas que oscilan entre la historia, la aventura, las biografías militares, amores pasionales y thriller. En “El Asedio” está todo esto y además un extraordinario personaje femenino, Lolita Palma, emblema de la burguesía liberal española que llevó a la Constitución de 1812. La novela, ambientada el año anterior en un Cádiz asediado por los francesas, gira en torno a una serie de asesinatos de mujeres. Donde se encuentran los cadáveres caen después, misteriosamente, los cañonazos napoleónicos. La investigación es llevada a cabo por el implacable y corrupto comisario Tizón.

Pérez-Reverte ha sido durante mucho tiempo enviado de guerra, pero para sus historias prefiere el pasado y no los temas más cercanos a la historia reciente.
“En realidad escribo siempre según mis experiencias, hablo de cosas que he vivido realmente. Otros escriben con la imaginación”.
Consuela saber que nadie a quien amas se quema en lo que arde. http://adacaramelada.blogspot.com.es

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Violette
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Mensaje por Violette » Mar Jun 05, 2012 4:53 pm

¿se podría traducir "al giallo" por intriga? creo recordar que lo estudié alguna vez, Romanzo giallo.. novela de intriga, más o menos..
(en el segundo párrafo)

Gracias por el texto ADa. Me encanta leerlo directamente en italiano, y tener una traducción a mano siempre viene bien para estar seguro de traducir correctamente.
¿Para qué sirve un libro sin imágenes ni diálogos?

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Ada
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Mensaje por Ada » Mar Jun 05, 2012 5:06 pm

Violette escribió:¿se podría traducir "al giallo" por intriga? creo recordar que lo estudié alguna vez, Romanzo giallo.. novela de intriga, más o menos..
(en el segundo párrafo)

Gracias por el texto ADa. Me encanta leerlo directamente en italiano, y tener una traducción a mano siempre viene bien para estar seguro de traducir correctamente.


Sí, yo creo que "intriga" sería lo más adecuado, aunque tambien con un tinte "policiaco".
Giorgio Faletti es el máximo exponente del giallo en la literatura italiana de los últimos 10-15 años
Consuela saber que nadie a quien amas se quema en lo que arde. http://adacaramelada.blogspot.com.es

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